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Disturbi emotivi: cosa e quali sono?

I disturbi emotivi, chiamati anche disturbi emozionali, sono un insieme di problemi psicologici che possono influenzare la capacità di una persona di gestire le proprie emozioni in modo efficace. Questi disturbi possono manifestarsi in diversi modi, come ansia, depressione, disturbi bipolari, disturbi alimentari e molti altri.

Possono avere un impatto significativo sulla vita di una persona, interferendo con la loro capacità di lavorare, studiare, relazionarsi e godere della vita in generale.

È importante sottolineare che un disturbo emotivo può anche essere trattato con successo con una combinazione di terapia e farmaci, se necessario. Con la giusta assistenza, le persone affette da disturbi emotivi e relazionali possono imparare a gestire le proprie emozioni in modo più efficace, migliorando la loro qualità della vita e il loro benessere psicologico.

In questo articolo, esploreremo in dettaglio i disturbi emotivi, i loro sintomi e i possibili trattamenti disponibili.

 

Presso l'Ordine Ospedaliero Fatebenefratelli, ci impegniamo a fornire un'assistenza completa ai nostri pazienti nel momento del bisogno. I nostri professionisti sono pronti ad aiutare le persone a superare le sfide quotidiane, seguendo il carisma di San Giovanni di Dio. Egli stesso ha sperimentato i servizi assistenziali psichiatrici a Granada, trasformandoli in un'opportunità di crescita personale e ispirando l'operato dell'intero Ordine nel corso degli anni.

In questo articolo approfondiremo:

- Disturbi emotivi: cosa sono?
- Quando si originano?
- Come si curano?
 

 

Disturbi emotivi: cosa sono?

È importante notare che la terminologia "disturbi emotivi" non corrisponde a una specifica diagnosi e non è presente nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM).


I disturbi emotivi comprendono una serie di difficoltà che le persone possono incontrare nel gestire le proprie emozioni, relazioni e sentimenti. Questi disturbi spesso derivano da rappresentazioni disfunzionali di sé e del mondo circostante, che portano a focalizzarsi sugli aspetti negativi della realtà e ad avere una visione inflessibile del proprio pensiero. Le persone con disturbi emotivi e relazionali spesso presentano bassa autostima, si oppongono e si rifiutano di fare determinate cose, si sentono impotenti e possono sperimentare ansia e rabbia.

 

Quando si originano?


I disturbi emotivi si originano da un meccanismo che può essere suddiviso in due fasi: 

Il "primo tempo" consiste nella formazione di fattori di vulnerabilità psicologica durante l'infanzia e l'adolescenza, che possono creare le basi per lo sviluppo futuro di uno o più episodi di malattia emotiva. Questa vulnerabilità è in parte determinata da fattori genetici, ma principalmente è costituita dallo sviluppo di una personalità che presenta alcuni "punti deboli" relativi alla stabilità emotiva, all'autostima, all'indipendenza emotiva, alla paura dell'abbandono e alla capacità di essere consapevoli e gestire le proprie emozioni.


Durante l'età evolutiva, i disturbi possono essere suddivisi in due categorie.

- disturbi internalizzati, in cui il disagio e la sofferenza sono vissuti interiormente dall'individuo e si manifestano attraverso sintomi di ipercontrollo. Questi disturbi includono l'ansia, la fobia scolare, la depressione infantile e adolescenziale e il disturbo ossessivo-compulsivo.

- disturbi esternalizzati, in cui le manifestazioni comportamentali sono rivolte verso l'esterno e sono caratterizzate da difficoltà nel regolare i propri comportamenti ed emozioni. Questi disturbi includono il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, il disturbo oppositivo-provocatorio e il disturbo della condotta.


disturbi emotivi età evolutiva

Nei bambini, ragazzi e giovani adulti, i disturbi emotivi non devono essere automaticamente considerati come patologie psicologiche o psichiatriche, poiché non è possibile effettuare tali diagnosi fino all'età adulta. Tuttavia, se un disturbo emotivo non viene gestito o trattato in modo adeguato durante l'infanzia o l'adolescenza, vi è il rischio che diventi una patologia emotiva nell'età adulta o che aumenti la probabilità di ciò accada.


Il "secondo tempo" si verifica tipicamente in età adulta, quando determinati eventi della vita e situazioni esistenziali colpiscono il soggetto e destabilizzano il suo equilibrio emotivo, facendo emergere la vulnerabilità originaria. In questa fase, chiamata destabilizzazione, gli eventi precipitanti più comuni, che non devono necessariamente essere negativi o drammatici, includono:

- eventi di perdita come lutti, separazioni, cambiamenti di residenza o di lavoro;
- situazioni di minaccia come difficoltà economiche o lavorative, malattie fisiche, incertezze sul futuro;
- eventi positivi come matrimonio o nascita di un figlio, che comportano la perdita dello status precedente e l'assunzione di nuove responsabilità.


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Come si curano?

 

I disturbi emotivi possono essere curati attraverso diverse modalità, a seconda della gravità del disturbo e delle caratteristiche individuali del paziente. Alcuni dei trattamenti più comuni includono:

- terapia cognitivo-comportamentale: si tratta di una terapia basata sulla modifica dei pensieri, emozioni e comportamenti disfunzionali attraverso tecniche specifiche e strutture di sostegno.

- terapia farmacologica: alcuni disturbi emotivi possono essere trattati con farmaci prescritti dallo psichiatra, come antidepressivi o ansiolitici.

- terapia psicodinamica: si concentra sull'analisi dell'inconscio e delle emozioni, al fine di comprendere le radici del disturbo emotivo.

- psicoterapia di gruppo: consiste in incontri con altri individui con disturbi emotivi simili, in cui è possibile condividere esperienze e supportarsi a vicenda.

- terapia integrata: un approccio che combina più tecniche terapeutiche per fornire un trattamento personalizzato e completo per il paziente.

In generale, il trattamento dei disturbi emotivi richiede un approccio multidisciplinare e personalizzato, che tenga conto delle esigenze e delle caratteristiche individuali del paziente. La differenza tra una situazione di fragilità o difficoltà e una patologia risiede nell'intensità dei sintomi e nell'impatto che questi hanno sulla vita della persona. In alcune situazioni, un sostegno psicologico o una psicoterapia possono essere sufficienti per gestire la situazione, mentre in altri casi potrebbe essere necessaria una terapia farmacologica prescritta da uno psichiatra.

I disturbi emotivi comuni (DEC) come la depressione, l'ansia, gli attacchi di panico, i disturbi somatoformi e le manifestazioni ossessive sono correlati tra loro attraverso lo stesso meccanismo causale e rispondono agli stessi interventi terapeutici. Ciò che li accomuna è ciò che viene definito come 'punti di contatto'.

 

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