Come funziona la TAC? La parola alla Dott.ssa Isabella Lante
La Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) è una metodica radiodiagnostica per immagini che combina raggi X e tecnologia del computer e consente di rappresentare aree anatomiche specifiche del corpo umano, in versione tridimensionale.
Ma come funziona? Ce lo spiega la Dottoressa Isabella Lante, Direttore Medico di Presidio all'Ospedale San Raffaele Arcangelo.
Grazie all'introduzione di nuove tecnologie all'avanguardia, il nostro Ospedale riesce ad assistere in modo integrale i Pazienti in pieno spirito di Ospitalità.
Come funziona la TAC?
Rispetto alle tecniche tradizionali, la TAC multistrato consente di ottenere immagini di elevata qualità in un breve lasso di tempo, migliorando l’affidabilità dell’interpretazione diagnostica. Può essere eseguita con o senza utilizzo di mezzo di contrasto (soluzione liquida, generalmente a base di iodio, che viene iniettata) volto ad aumentare la qualità delle immagini prodotte dall’esame. Nel caso in cui l’esame preveda la somministrazione del mezzo di contrasto vengono richiesti in via preliminare alcuni esami del sangue, utili a verificare l’assenza di controindicazioni.
I dettagli della procedura
L’apparecchiatura utilizzata è paragonabile a una sfera aperta, che consente di ridurre eventuali reazioni di claustrofobia, all’interno della quale è inserito un lettino mobile e scorrevole, su cui il paziente viene fatto accomodare. Il radiologo fornisce le informazioni necessarie per un corretto svolgimento della procedura, come ad esempio la posizione da assumere - supina, laterale oppure prona - come respirare o i movimenti da effettuare mentre avvengono le scansioni.
TAC e risonanza magnetica: le differenze
La differenza fondamentale tra la radiografia tradizionale e la TAC è che la prima fornisce immagini bidimensionali: la radiazione attraversando il corpo umano ne riporta il plastico sul supporto impiegato, fisico o digitale, in due dimensioni.
La TAC, al contrario, fornisce immagini tridimensionali degli organi esaminati, dando inoltre la possibilità di fare delle retro-ricostruzioni sui diversi piani.
Inoltre, la risonanza magnetica è una tecnica diagnostica che sfrutta i campi magnetici per ottenere immagini dettagliate di tutti i distretti corporei. Questo esame non utilizza radiazioni ionizzanti e per questo è possibile sottoporsi più volte alla procedura anche ad intervalli ravvicinati.
Il Servizio offerto all'Ospedale San Raffaele Arcangelo
Richiedendo l’esposizione a raggi X, questo esame è teoricamente associato al rischio di mutazione del DNA; ma da un punto di vista pratico ciò avviene solo qualora l’esposizione fosse prolungata e ripetuta troppo spesso. D’altro canto, in molti casi, i benefici che si possono trarre dall’esecuzione di tale test superano di gran lunga i rischi, soprattutto perché nel singolo esame il quantitativo di radiazioni è ridotto al minimo.
Possibili rischi sono legati alla somministrazione del mezzo di contrasto, per esempio a causa dello sviluppo di reazioni allergiche. È molto importante quindi riferire al medico se vi siano stati in passato episodi di shock anafilattico di qualunque origine, per intervenire in anticipo somministrando medicinali profilattici che riducano il rischio di reazione durante il test. Molto importante è la valutazione pre esecuzione di esame della funzionalità renale. In corso di gravidanza l’esecuzione di questo esame è controindicata, salvo assolute necessità quali uno stato di pericolo di vita per la madre.