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138° Capitolo Provinciale

138° Capitolo Provinciale

Espandere l'Ospitalità in un mondo che cambia

Il calendario

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Il 138° Capitolo Provinciale si è aperto con i momenti rituali iniziali – preghiera, nomine del Segretario, degli Scrutatori e del Moderatore – ed è stato vissuto come un tempo forte di discernimento, comunione e responsabilità condivisa.
Fin dall’inizio, i Capitolari sono stati invitati a fare proprio lo spirito del Capitolo: rafforzare l’unità di intenti e affrontare insieme, con fiducia in Dio, le sfide che la vita della Provincia pone oggi.
 
Un “kairòs” per la Provincia
Messaggio del Rev.mo Padre Generale
 
Nella sua relazione, il Rev.mo Padre Generale ha ricordato che il Capitolo non è un adempimento formale, ma un vero “kairòs”, un tempo favorevole e di verità.
È il momento di passare dalle parole ai fatti, dal rinvio alla concretezza delle decisioni.
Al centro del suo intervento il tema dell’Ospitalità, paragonata a un fuoco che deve diffondersi per non spegnersi. “Allargare lo spazio della tenda” significa oggi interrogarsi con coraggio:
chi sono gli invisibili del nostro territorio?
Da qui l’appello a non frenare lo Spirito Santo con una burocrazia timorosa, ma a immaginare strutture agili, capaci di inserirsi nelle crepe della società, là dove lo Stato e il mercato non arrivano. In questo senso, l’Ospitalità diventa una vera forza di trasformazione sociale, un antidoto concreto all’indifferenza.
L’invito finale è stato forte e profetico: vivere il Capitolo come una nuova Pentecoste, con il coraggio di innovare, la fiducia nella Provvidenza e l’audacia creativa di San Giovanni di Dio.
 
“Allargare la tenda”
Relazione del Superiore Provinciale
 
Riprendendo le parole del profeta Isaia – “Allarga la tenda, stendi i teli della tua dimora” – il Superiore Provinciale ha offerto una lettura profonda e attuale di questa immagine biblica.
La tenda è simbolo di:
  • accoglienza e casa,
  • presenza viva di Dio,
  • dinamismo e adattamento lungo il cammino.
Una Provincia che “allarga la tenda” è una realtà aperta, inclusiva e in movimento, capace di accogliere ogni persona, soprattutto chi vive situazioni di fragilità e marginalità.
Le Opere Apostoliche sono chiamate a essere vere case di cura e di accompagnamento, luoghi in cui ciascuno possa sentirsi accolto, rispettato e amato.
Questo impegno riguarda tutti: religiosi, collaboratori, professionisti. Nella vita quotidiana, ciascuno è chiamato a essere Vangelo vissuto, segno concreto di una Chiesa viva e fedele al sogno di Dio: una casa aperta a tutti.
 

La seconda giornata del Capitolo Provinciale si è aperta con Lodi e celebrazione eucaristica, in un clima di raccoglimento fraterno. Il Vangelo di Marco (Mc 3,31-35) ha invitato i Capitolari a riscoprire il senso autentico dell’appartenenza: la vera comunione nasce dall’ascolto della Parola e da un amore che si traduce in cura concreta verso i più fragili. La celebrazione, guidata da Fra Dario Vermi, ha offerto un momento intenso di preghiera e riflessione.
 
Relazione del Direttore Generale: crescere mentre si resiste
 
Il Direttore Generale, Dott. Antonio Salvatore, ha ripercorso il cammino degli ultimi anni, sottolineando che la resilienza non significa solo resistere, ma migliorare mentre si attraversano le difficoltà.
Riallineamento dei processi, formazione, ricostruzione della fiducia e capacità decisionale fondata sui dati: un percorso condiviso che sta diventando un vero apprendistato tecnico e spirituale, volto a rendere l’Ospitalità solida e credibile.
 
Le prospettive delle Strutture
 
Sono seguiti gli interventi dei Direttori di Struttura — Dott. Dante Viotti, Dott. Renzo Baldo e Dott. Marco Mariano — che hanno presentato con chiarezza le sfide e le potenzialità dei rispettivi Centri.
L’intervento del Prof. Andrea Perrone ha arricchito la sessione offrendo una lettura competente e accessibile delle questioni più complesse.
 
Un Capitolo che costruisce futuro
 
La giornata si è conclusa con i lavori di gruppo, spazio di confronto operativo e di discernimento comunitario.
Il filo rosso rimane lo stesso: un cammino condiviso per rafforzare l’unità, rinnovare l’Ospitalità e “allargare la tenda” per accogliere le fragilità del nostro tempo.

La giornata del 28 gennaio è stata riservata interamente ai Religiosi, per approfondire insieme le tematiche della vita fraterna attraverso il confronto nei piccoli gruppi. È stato un tempo di ascolto reciproco e di raccolta di proposte utili per il prossimo quadriennio.
 
La parabola del Seminatore: il terreno che accoglie
 
Durante la Messa, il Vangelo della parabola del Seminatore (Mc 4,1-20) ha orientato la riflessione sul tema del “terreno” interiore: la necessità di prepararci ad accogliere la Parola perché possa portare frutto. L’omelia ha richiamato l’immagine del Decreto Ad Gentes, che descrive il seme come capace di trasformarsi e fruttificare solo nel terreno irrigato dalla grazia.
 
Pomeriggio di silenzio e discernimento
 
Nel pomeriggio il clima si è fatto più raccolto. Il moderatore, Fra Joaquim Erra y Mas, ha introdotto il tempo del discernimento, che i Religiosi hanno vissuto in silenzio attraverso meditazione e preghiera personale.
 
Un passaggio interiore nel cammino capitolare
 
La giornata si è rivelata un prezioso momento di interiorità e di ascolto, volto a coltivare un terreno comune capace di sostenere le scelte future della Provincia.

Il Capitolo Provinciale della Provincia Lombardo‑Veneta ha vissuto un momento decisivo con le elezioni del nuovo Governo Provinciale, maturate in un clima di ascolto, preghiera e discernimento. La celebrazione eucaristica del mattino ha richiamato l’azione dello Spirito Santo, che guida, illumina e apre la comunità alla Novità di Dio.
 
L’elezione del nuovo Superiore Provinciale
 
In questo contesto spirituale e comunitario è stato eletto il nuovo Superiore Provinciale, Fra Marco Fabello, momento profondamente significativo per tutta la Famiglia Ospedaliera.
A lui vanno la stima, la preghiera e l’affetto fraterno della Provincia, affidandone il servizio alla guida dello Spirito Santo.
 
Il nuovo Governo Provinciale
 
Accanto al nuovo Superiore, sono stati eletti:
  • Rev.do Fra Massimo Villa, sac. – 1° Consigliere Provinciale
  • Rev.do Fra Eliseo Paraboni – 2° Consigliere Provinciale
Questi incarichi esprimono la volontà comune di continuare a costruire un cammino di corresponsabilità, competenza e comunione.
 
Un passaggio istituzionale e spirituale
 
Le elezioni, svolte nello stile della corresponsabilità, hanno confermato il desiderio di orientare insieme il futuro della Provincia. Tra i momenti più significativi, l’elezione di Giuseppina Assi come prima donna Segretaria Provinciale, un segno di rinnovamento e di valorizzazione delle competenze, in continuità con l’evoluzione dell’Ordine a livello internazionale.
 
Le parole del Padre Generale
 
Nel suo intervento conclusivo, il Padre Generale ha ricordato che il Capitolo è prima di tutto un evento spirituale, accompagnato dallo Spirito Santo in ogni fase. Ha richiamato l’importanza della comunione fraterna e del coraggio necessario per assumere decisioni concrete, per custodire e rinnovare la missione. L’Ospitalità è stata ribadita come testimonianza profetica di misericordia verso i più fragili.
 

Un clima di fraternità e speranza

La giornata si è conclusa in un clima semplice e fraterno, con un momento di festa dedicato al nuovo Governo Provinciale. L’intera Provincia ha affidato al futuro il compito di rendere sempre più visibile il carisma di San Giovanni di Dio, con fiducia, gratitudine e speranza.

 
 

La giornata di oggi ha segnato un passaggio fondamentale nel cammino del Capitolo Provinciale: sono state infatti approvate le Delibere Capitolari, il documento che raccoglie gli obiettivi e le linee di azione che la Provincia si impegna a perseguire nel prossimo quadriennio.
Un momento sempre delicato e prezioso, perché traduce in scelte concrete il discernimento maturato nei giorni di ascolto, confronto fraterno e preghiera.
Le Delibere rappresentano la rotta comune verso cui la Provincia desidera orientarsi: un impegno condiviso che chiama religiosi e collaboratori a camminare con unità di intenti, responsabilità e fiducia nello Spirito che guida e rinnova.
 
Il messaggio del nuovo Superiore Provinciale
 
A conclusione dei lavori, il neoeletto Fra Marco Fabello ha voluto rivolgere un breve ma intenso messaggio di gratitudine e di visione.
Riprendendo lo spirito del Capitolo appena concluso, ha ricordato che ora si apre un “campo largo” su cui lavorare, perché l’Ospitalità possa esprimersi nel modo migliore, alla luce delle riflessioni condivise nei giorni precedenti.
Fra Marco ha invitato tutti a ritornare alla sorgente del Carisma, per essere figli autentici di San Giovanni di Dio, sempre più aderenti alla realtà dell’Ospitalità e al voto che definisce la nostra identità.
Solo così – ha ricordato – potremo essere fedeli a Gesù, servendo con amore i malati e le persone più fragili.
 
Uno sguardo che apre al futuro
 
L’approvazione delle Delibere e le parole del nuovo Superiore Provinciale consegnano alla Provincia un futuro impegnativo ma ricco di possibilità.
Il Capitolo si conclude così nel segno della speranza, con il desiderio di rendere sempre più viva e credibile la missione dell’Ospitalità, guidati dallo Spirito e dalle intuizioni maturate insieme.

La storia continua

Momento chiave di sinodalità, comunione fraterna e dialogo reciproco, il Capitolo Provinciale è un evento spirituale forte che promuove la riflessione sulla missione di Ospitalità e sul futuro dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio.

Mantenere viva la visione carismatica del nostro Ordine e con rinnovato impegno rendere gloria a Dio nel servizio ai malati e ai più bisognosi: il Capitolo è tempo di grazia e vita nuova, carico di energia trasformatrice. 

Il provinciale e i consiglieri

L'attualità del Carisma

Il Capitolo traccia nuovi percorsi per tutta la Provincia alla continua riscoperta dell’attualità del Carisma: ciò richiede studio, preparazione e partecipazione attiva per rispondere alle sfide che l’Ordine affronterà nel prossimo futuro, avendo sempre fede nei valori che guidano le nostre opere.
 

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